Vogliamo l’Europa dei cittadini, non della finanza

Vogliamo l’Europa dei cittadini, non della finanza

Vogliamo un’Europa che non sia più un potere alieno, lontano dai cittadini, gestito da tecnocrati e mosso dagli interessi della finanza.

Vogliamo l’abbandono delle politiche dei tagli automatici della spesa pubblica che colpiscono il welfare e quindi la rinegoziazione del fiscal compact: il welfare non è solo un dovere morale, ma produce anche ricchezza e sviluppo.

Vogliamo che l’Italia s’impegni per arrivare agli Stati Uniti d’Europa, con un Parlamento sovrano e un governo europeo che risponda a questo Parlamento.

Vogliamo un sistema fiscale federale europeo, a cominciare dalla tassa sulle transazioni finanziarie) e vogliamo un bilancio federale europeo: due strumenti per  stabilizzare le economie dei singoli paesi e per ridurre le differenze economiche territoriali.

Vogliamo investimenti europei sul sociale, che possano anche rilanciare l’economia reale e non solo quella finanziaria per una nuova crescita

Vogliamo un sistema di diritti sociali europei con livellamento verso le migliori pratiche esistenti: reddito minimo garantito, indennità di disoccupazione, politiche attive per il lavoro, tutela della maternità e della paternità, diritto alla casa per tutti coloro che risiedono nell’Ue, un sistema previdenziale integrato.

Vogliamo una riforma della finanza a livello europeo che coordini o unifichi organi e compiti di vigilanza, elimini le forme più artificiose e speculative di prodotti finanziari, responsabilizzi i soggetti del mercato, spezzetti quelli “troppo grandi per fallire” e separi i vari tipi di operatori finanziari per limitare la trasmissione dei rischi ed evitare conflitti d’interesse.

Vogliamo che le decisioni sull’euro e le scelte delle banche centrali siano considerate questioni squisitamente politiche e quindi discutibili come qualsiasi altro argomento.

Vogliamo nuovi parametri comuni a tutti i membri dell’Unione per misurare la riduzione delle disuguaglianze, l’analfabetismo funzionale, il consumo di risorse naturali: superando quindi l’attuale misurazione del benessere unicamente attraverso il Pil.

Vogliamo la creazione di un’agenzia di rating europea indipendente dal potere politico ed economico-finanziario.

Vogliamo un sistema europeo che stabilizzi le economie, con un meccanismo di intervento contro gli squilibri commerciali, in grado di correggere sia i deficit che gli avanzi eccessivi.

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