Vogliamo che la prescrizione riguardi la pena detentiva ma non il processo e il reato: e che in ogni caso non possa essere prescritta, in caso di condanna, l’interdizione dai pubblici uffici.
Vogliamo che la pena non cada in prescrizione per alcuni reati contro la persona (stupro, omicidio, violenza domestica, violenza sui bambini etc) nel caso il tribunale stabilisca che il condannato sia ancora socialmente pericoloso.
Vogliamo che ai condannati per reati contro la pubblica amministrazione siano confiscati i beni che si sono procurati con le loro condotte e che questi beni siano posti a disposizione della collettività come si fa con i beni sequestrati alla mafia.
Vogliamo che la magistratura possa disporre di ogni necessario strumento di indagine incluse le intercettazioni.
Vogliamo che per regola il processo civile si svolga per via telematica e che, solo ove necessario, le parti e il giudice possano chiedere un’udienza nella quale discutere fisicamente la causa.
Vogliamo che per le cause civili minori i processi davanti ai giudici di pace possano avvenire non solo per via telematica ma anche senza l’obbligo di avvocati, se le parti vogliono farne a meno.
Vogliamo l’introduzione di sezioni filtro chiamate a pronunciarsi sulla non manifesta infondatezza dell’azione che si intende promuovere perché non è accettabile impegnare giudici e tribunali solo per capriccio o per provare a sottrarsi ai propri impegni e obbligazioni.
Vogliamo che tutte le sentenze siano pubblicate on line contestualmente alla loro pronuncia in un database unico e indicizzate in modo tale che ogni cittadino possa interrogare il motore di ricerca senza dover ricorrere ad avvocati ed editori giuridici.
Vogliamo l’introduzione del reato di tortura.





