Scuola, Università e ricerca pubbliche, laiche e libere

Scuola, Università e ricerca pubbliche, laiche e libere

Vogliamo una scuola e un’università che siano organi costituzionali della nostra democrazia, luoghi di formazione dei cittadini, luoghi di competenze e di conoscenze al servizio del bene comune, istituzioni che siano coscienza critica della nostra società.

Vogliamo, nella scuola pubblica, un piano di assunzioni e di formazione sul posto di lavoro che garantisca entro pochi anni l’ingresso di forze nuove fatte da giovani laureati, la chiusura delle graduatorie dei precari, e l’aggiornamento continuo ed effettivo dei docenti.

Vogliamo l’adeguamento di orari, diritti e retribuzioni degli insegnanti italiani alla media europea.

Vogliamo  un grande piano di reclutamento nel settore dell’università e della ricerca. I rapporti tra le università pubbliche ed il settore privato, profit e non profit, devono essere basati sul principio della trasparenza e dell’accountability.

Vogliamo che la ricerca, universitaria e non, sia vista come il luogo dove si costruisce la nuova politica industriale, dove si inventano non solo nuovi prodotti ma anche nuovi modi di produrre. La ricerca scientifica comprende tutte le discipline, un Paese con la storia, la tradizione ed il patrimonio culturale non può vedere le materie umanistiche o le scienze sociali come discipline di serie B su cui disinvestire.

Vogliamo la riforma del sistema della ricerca, della valutazione e dei finanziamenti. Non si deve più nascondere dietro alla parola “merito” quello che è il taglio generalizzato dei fondi per la didattica e la ricerca.

Vogliamo la limitazione degli incarichi extra professionali per i professori universitari.

Vogliamo l’estensione del tempo pieno nella scuola dell’obbligo come una delle misure per combattere le disuguaglianze.

Vogliamo un maggiore finanziamento del sistema del diritto allo studio (borse, posti letto, mense, trasporti etc.) e l’eliminazione dei finanziamenti alle scuole private.

Vogliamo che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche sia sostituito da un insegnamento di storia comparata delle religioni affidato a docenti laici.

Vogliamo che sia reso obbligatorio l’insegnamento della Costituzione.

Vogliamo che sia reso obbligatorio l’insegnamento dell’inglese fin dalla scuola primaria.

Vogliamo che siano resi obbligatori i corsi di informazione sessuale alle primarie e alle medie inferiori.

Vogliamo una maggiore e reale autonomia delle scuole, che devono poter disporre della flessibilità necessaria nell’orario e nella promozione della formazione degli insegnanti.

Vogliamo che la scuola si concentri solo sulla didattica, demandando le pratiche amministrative agli uffici comunali, provinciali e regionali e liberando risorse per affrontare i problemi degli studenti.

Vogliamo che sia messo fine allo stato di abbandono e di scarsa manutenzione degli edifici scolastici, investendo non solo per riqualificare le strutture esistenti, ma anche per farne luoghi più belli e accoglienti del quartiere, con attrezzature didattiche di qualità, strumenti tecnologici e ampia dotazione di servizi.

Vogliamo che sia avviata una vera e propria carriera professionale degli insegnanti, che valorizzi le competenze e l’impegno.

Vogliamo che l’obiettivo della scuola non sia il diploma per tutti ma un’istruzione per tutti: nella classifica dei Paesi più istruiti dell’Ocse l’Italia è al 28° posto su trenta ed è indispensabile per il futuro di tutti gli italiani e per fermare davvero il declino risalire rapidamente in questa classifica.

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