Informazione libera, conflitto d’interessi, diritto a internet

Informazione libera, conflitto d’interessi, diritto a internet

Vogliamo che i dati sulla proprietà e sugli investimenti pubblicitari dei giornali e delle televisioni siano pubblici: il cittadino ha diritto di sapere chi paga quello che legge, guarda e ascolta e quanto può essere attendibile.

Vogliamo che sia introdotto il reato di “censura” e “tentata censura” per chiunque ostacoli o tenti di ostacolare la libera circolazione dell’informazione.

Vogliamo una riforma severa dell’attuale legge sul finanziamento pubblico ai giornali, soprattutto per quanto riguarda le assurde norme che regalano centinaia di migliaia di euro alle testate o ai siti di partito, senza incentivare invece le attività editoriali culturali e di ricerca.

Vogliamo l’introduzione nel nostro Paese di una legge che riconosca a  ogni cittadino il diritto di accedere a ogni dato e informazione in possesso della pubblica amministrazione, come avviene in decine di altri Paesi attraverso i Freedom of information act.

Vogliamo che tutte le sedute, udienze e tutti gli atti di tutte le istituzioni ed autorità pubbliche siano disponibili sul sito web dell’ente o dell’autorità.

Vogliamo un tetto severo per evitare ogni concentrazione di imprese editoriali (giornali, radio, tv e Internet).

Vogliamo una forte legge sul conflitto di interessi che impedisca che in una stessa persona

si sommino potere economico o mediatico e potere politico: la legge deve includere il divieto per chiunque possieda quote di imprese editoriali o sia titolare (in senso ampio) di concessioni pubbliche di candidarsi a cariche pubbliche elettive.

Vogliamo che laddove sussista un effettivo interesse pubblico alla conoscenza di una notizia, ogni cittadino possa liberamente pubblicare qualsivoglia informazione della quale sia venuto comunque in possesso.

Vogliamo che le garanzie di insequestrabilità degli stampati previste dalla Costituzione siano estese a ogni prodotto editoriale telematico di carattere informativo inclusi blog e social network.

Vogliamo un servizio pubblico svolto nell’interesse dei cittadini e non dei partiti. Vogliamo quindi che il management della concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo  sia nominato per la metà dei membri del CdA dal Parlamento sulla base di un procedimento trasparente, limitatamente a candidati i  cui curricula corrispondano a criteri certi predeterminati e non modificabili per quanto riguarda  i titoli di studio, le esperienze manageriali e le competenze mediatiche, e comunque con un atto impugnabile dinanzi al giudice amministrativo nel caso i curricula non corrispondano ai criteri stabiliti; per il restante 50 per cento dai cittadini-abbonati attraverso libera elezione (anche telematica, su piattaforma sicura).

Vogliamo che la Rai sia tenuta a pagare una penale per ogni inadempimento al contratto di servizio pubblico radiotelevisivo e che il suo management sia chiamato a rispondere di danno erariale per ogni scelta responsabile di tale inadempimento.

Vogliamo che i cittadini-abbonati, in quanto beneficiari del contratto di servizio pubblico in forza del quale la concessionaria è tenuta all’erogazione dei suoi servizi siano legittimati a chiedere al giudice ordinario di accertare l’inadempimento della concessionaria medesima e condannarla al risarcimento dei danni sofferti in favore degli abbonati.

Vogliamo che l’accesso a Internet sia un diritto fondamentale del cittadino inserito nella Costituzione.

Vogliamo che la realizzazione delle infrastrutture di connettività necessarie a garantire il miglior accesso a Internet rientri tra gli oneri di urbanizzazione come le infrastrutture per la luce, l’acqua ed il gas.

Vogliamo una Rete neutrale e che pertanto sia vietato ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica ogni genere di attività di network management in modo che i cittadini possano usare le risorse di connettività allo stesso modo per scaricare la posta elettronica, leggere qualsiasi giornale, parlare al telefono via Voip o guardarsi un film.

Vogliamo che tutti i dati e le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni siano resi disponibili on line, in tempo reale, in formato aperto e con una licenza che ne autorizzi la riutilizzazione da parte di tutti i cittadini.

Vogliamo che nessuno possa chiedere la rimozione di un’informazione pubblicata on line se sussiste l’interesse pubblico alla conoscenza della notizia.

Vogliamo che la Gazzetta ufficiale sia  integralmente, gratuitamente e a tempo indeterminato accessibile on line.

Vogliamo che tribunali e autorità svolgenti funzioni giurisdizionali o equivalenti pubblichino in un database unico accessibile al pubblico i testi integrali di tutte le decisioni assunte.

Vogliamo una forte flessibilizzazione del diritto d’autore finalizzata a consentire la massima diffusione della conoscenza e del sapere.

Vogliamo l’introduzione di “utilizzazioni libere” che consentano l’uso di ogni contenuto protetto da diritto d’autore per una crescita culturale ed economica di tutta la società.

Vogliamo una carta dei diritti dell’utente del web: oggi le corporation digitali  decidono arbitrariamente quali contenuti e applicazioni far passare e quali no. Vogliamo invece regole certe e trasparenti per difendere i diritti dei cittadini digitali, per evitare un futuro in cui l’informazione può essere selezionata e filtrata dalle corporation sulla base di insindacabili e oscure policy aziendali.

Vogliano investimenti consistenti per la massima semplificazione e digitalizzazione della burocrazia e del rapporto con la pubblica amministrazione: ad esempio, i comuni che non sono in grado per propri ritardi di esigere la notifica e il pagamento di multe per via elettronica, devono rinunciare all’esazione delle stesse.

Vogliamo che la pubblica amministrazione abbandoni gradualmente ma rapidamente l’acquisto di software proprietari e si avvalga sempre di più dell’open source.

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