Diritti civili, stato laico, nessun privilegio al Vaticano

Diritti civili, stato laico, nessun privilegio al Vaticano

Vogliamo un piano nazionale per l’impiego e per l’accessibilità alle istituzioni e a tutti i servizi pubblici per i disabili.

Vogliamo l’introduzione di una normativa pienamente attuativa dell’art. 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea secondo cui «l’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità».

Vogliamo l’estensione di tutti i diritti civili, incluso il matrimonio e l’adozione, per gli individui e le coppie omosessuali.

Vogliamo una legge contro la discriminazione di genere e di orientamento sessuale.

Vogliamo un sistema giuridico penale basato sul rispetto della dignità e sulla certezza della pena.

Vogliamo la drastica limitazione del ricorso al carcere per i reati minori e l’aumento delle misure alternative – anche attraverso strumenti elettronici e satellitari – da rendere obbligatorie se gli istituti penitenziari non sono in condizione di rispettare i criteri minimi di vivibilità e di dignità umana.

Vogliamo che, in ogni caso, sia garantito il diritto all’affettività dei detenuti.

Vogliamo la sostituzione dell’ergastolo con una pena massima di venticinque anni soggetta a un’eventuale estensione su decisione successiva dei magistrati.

Vogliamo il rispetto della volontà di ogni individuo sul rifiuto delle cure e dell’accanimento terapeutico: ognuno ha diritto a morire con dignità.

Vogliamo l’abolizione della attuale legge proibizionista sulla fecondazione assistita e sulla ricerca attraverso le cellule staminali embrionali.

Vogliamo che tutti i privilegi alle Chiese siano cancellati.

Vogliamo che siano le Chiese a censire i loro edifici “esclusivamente di culto” e a chiederne motivata esenzione dall’Imu a ogni singolo Comune, il quale deciderà se accettare o meno la domanda di esenzione sulla base della documentazione ricevuta e di eventuali accertamenti.

Vogliamo che l’otto per mille non espressamente destinato alle Chiese venga destinato al welfare comunale (asili, cura degli anziani etc) e alla ricerca scientifica.

Vogliamo che siano cancellate tutte le nome di favore alle Chiese in termini tanto di forniture di servizi quanto di agevolazioni fiscali.

Vogliamo la legalizzazione delle droghe leggere.

Vogliamo garantire i diritti fondamentali agli stranieri residenti in Italia.

Vogliamo il diritto di cittadinanza a tutte le bambine e i bambini nati in Italia purché uno dei genitori sia residente in Italia da almeno un anno. Vogliamo ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza per la richiesta di naturalizzazione.

Vogliamo la detassazione del trasferimento per le rimesse degli immigrati.

Vogliamo una legge organica sul diritto di asilo che garantisca fondi e controlli adeguati ad assicurare un’esistenza dignitosa a chi attende una decisione sulla domanda e che aiuti i rifugiati, una volta riconosciuti, ad integrarsi.

Vogliamo l’annullamento della tassa per il rilascio dei permessi di soggiorno.

Vogliamo garantire il diritto alla continuità della permanenza in Italia agli immigrati regolari che perdono il lavoro.

Vogliamo l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro in Italia con scadenza precisa, e l’istituzione di un meccanismo ordinario di regolarizzazione in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge, così da far emergere il lavoro nero.

Vogliamo abrogare gli articoli della legge Bossi-Fini che identificano come reato penalmente perseguibile l’ingresso non regolare o la  permanenza irregolare in Italia.

Vogliamo la chiusura dei Cie, che si sono dimostrate strutture inutili, costose e che lasciano spazio a continue violazioni dei diritti umani, e la loro sostituzione con misure alternative alla detenzione come l’obbligo di firma in attesa dell’identificazione. Vogliamo che gli immigrati che scelgono il rimpatrio volontario abbiano diritto a richiedere un permesso di soggiorno regolare.

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