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	<title>Ricomincia da Te</title>
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	<description>Su la Testa</description>
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		<title>Stato laico e scuola pubblica le richieste più popolari</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 15:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>su la testa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come è andato il nostro piccolo gioco degli adesivi con le richieste da fare alla sinistra, in un seggio di Milano e uno di Roma, Video di Valeria Abate (www.fendinebbia.eu)
 


<p>Domenica 25 novembre, in occasione delle primarie del Centrosinistra, abbiamo distribuito agli elettori ai seggi gli adesivi con alcune richieste di base da fare ai candidati: scuola pubblica, Stato laico, meno armi più welfare, reddito minimo garantito. C&#8217;era anche l&#8217;opzione bianca, quella cioè che consentiva ai cittadini di scrivere la loro richiesta a pennarello.</p>
<p>La &#8216;distribuzione&#8217; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ecco come è andato il nostro piccolo gioco degli adesivi con le richieste da fare alla sinistra, in un seggio di Milano e uno di Roma, Video di Valeria Abate (<a href="http://www.fendinebbia.eu/" target="_blank">www.fendinebbia.eu</a>)</div>
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<p>Domenica 25 novembre, in occasione delle primarie del Centrosinistra, abbiamo distribuito agli elettori ai seggi gli adesivi con alcune richieste di base da fare ai candidati: scuola pubblica, Stato laico, meno armi più welfare, reddito minimo garantito. C&#8217;era anche l&#8217;opzione bianca, quella cioè che consentiva ai cittadini di scrivere la loro richiesta a pennarello.</p>
<p>La &#8216;distribuzione&#8217; è avvenuta a Milano (piazza XXIV Maggio) e a Roma (via de&#8217; Giubbonari), per tutta la mattinata.</p>
<p>A Milano hanno partecipato Flora Capelluti, Fabrizio Marrali, Catia Nafissi, Maso Notarianni e Francesca Terzoni; a Roma Piero Filotico, Alessandro Gilioli, Gianfranco Mascia, Marco Quaranta e Mattia Toaldo.</p>
<p>La cronaca della mattinata romana è in questo video della nostra Valeria Abate.</p>
<p>Queste invece sono le immagini di alcuni elettori di Milano scattate da Francesca Terzoni.</p>
<p>Chi vuole partecipare all&#8217;iniziativa anche domenica prossima, per il ballottaggio, può scaricare e stamparsi gli slogan autonomamente, da <strong><a href="http://ricominciadate.it/adesivi-sulatesta/">qui</a></strong><br />
<a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-e1354112620508.jpg"><img class="size-medium wp-image-737 alignleft" title="foto" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-e1354112620508-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-e1354112582514.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-736" title="foto copia" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-e1354112582514-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-735" title="foto copia 8" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-8-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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<p><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-7-e1354112640497.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-734" title="foto copia 7" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-7-e1354112640497-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-6-e1354112657582.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-733" title="foto copia 6" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-6-e1354112657582-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-5-e1354112687217.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-732" title="foto copia 5" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-5-e1354112687217-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-3-e1354112710714.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-731" title="foto copia 3" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-3-e1354112710714-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-2-e1354112729972.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-730" title="foto-copia-2" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/foto-copia-2-e1354112729972-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Alle primarie di domenica &#8220;spilla&#8221; la tua sinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 08:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>su la testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bando di idee]]></category>
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		<description><![CDATA[<p dir="ltr">Un volantino da scaricare e stampare. Da attaccare sulla giacca se si va a votare. Per dire ai candidati la sinistra che vogliamo. Diritti sociali e civili in testa. Partecipa alla nostra iniziativa per il 25 novembre: non andare ai seggi restando in silenzio!</p>
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Domenica prossima, come sapete, ci sono le primarie del centrosinistra &#8211; o almeno di una sua importante parte.</p>
<p>Noi di #Sulatesta &#8211; L&#8217;Italia ricomincia da te non abbiamo voluto prendere parte né posizione in questo confronto di persone, idee e programmi. Il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Un volantino da scaricare e stampare. Da attaccare sulla giacca se si va a votare. Per dire ai candidati la sinistra che vogliamo. Diritti sociali e civili in testa. Partecipa alla nostra iniziativa per il 25 novembre: non andare ai seggi restando in silenzio!</p>
<p><span id="more-652"></span><br />
<a class="lightbox" href="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/statolaico.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-677" title="statolaico" src="http://ricominciadate.it/wp-content/uploads/2012/11/statolaico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Domenica prossima, come sapete, ci sono le primarie del centrosinistra &#8211; o almeno di una sua importante parte.</p>
<p>Noi di #Sulatesta &#8211; L&#8217;Italia ricomincia da te non abbiamo voluto prendere parte né posizione in questo confronto di persone, idee e programmi. Il nostro infatti è un gruppo  di pressione che si rivolge a tutti coloro che in Parlamento, nei partiti e nelle istituzioni vogliono rappresentare la sinistra: pressione da esercitare sulla base delle <a href="http://ricominciadate.it/le-nostre-proposte-concrete/" target="_blank">proposte</a> che abbiamo pubblicato on line.</p>
<p>Naturalmente però non ignoriamo l&#8217;importanza di questo appuntamento, che deciderà il principale soggetto verso cui nei prossimi mesi dovremo appunto fare pressione.</p>
<p>Per questo abbiamo pensato di esserci anche noi – cittadine e cittadini di sinistra &#8211; a queste primarie: non indicando un candidato, ma indicando le idee che vogliamo far vincere.</p>
<p>La nostra iniziativa è molto semplice: abbiamo preparato una serie di brevi slogan per la sinistra che vogliamo:  scuola pubblica, reddito minimo garantito, welfare, laicità, tagli alle spese militari, diritti civili e così via. Questi slogan sono preceduti dalla frase &#8216;Io voglio&#8217; e inseriti in un piccolo volantino da stampare, ritagliare e attaccare con una spilla alla giaccia o al cappotto quando si va a votare alle primarie.</p>
<p>Oltre agli slogan che abbiamo preparato noi,  c&#8217;è anche un&#8217;opzione di volantino con uno spazio bianco dopo le parole &#8216;Io voglio&#8217;: da riempire con le vostre idee e le vostre proposte per la sinistra che volete.</p>
<p>In alcuni seggi di Roma e Milano, distribuiremo anche gli adesivi che abbiamo fatto stampare in questi giorni con lo stesso scopo, e che saranno uguali ai volantini da stampare a casa.</p>
<p>In questi seggi chiederemo anche agli elettori – noti o sconosciuti – di farsi fotografare con il nostro adesivo attaccato alla giaccia: ma chiunque, se vuole, può pubblicare la sua foto nella <a href="www.facebook.com/ricominciadate" target="_blank">nostra bacheca su Facebook</a> con il volantino stampato e spillato sulla giacca, sul cappotto, sul cappello, sulla sciarpa, sulla bicicletta o dove crede!</p>
<p>Eccoci dunque: <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://ricominciadate.it/adesivi-sulatesta/" target="_blank">qui</a></strong></span> trovate i volantini da scaricare, stampare e &#8216;spillare&#8217;: diffondeteli viralmente sui social network,  stampateli a colori (se ne avete la possibilità) per poi darli agli amici, ai parenti e ai colleghi: non presentatevi  ai seggi senza chiedere ai candidati quello che vorreste da loro! E poi, domenica, pubblicate le vostre foto! nelle vostre e sulla nostra bacheca.</p>
<p>La sinistra ricomincia da noi!</p>
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		<title>Riunione di Milano, martedì sera</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 09:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pgrandicelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un breve sunto, per chi è interessato, della riunione degli aderenti di #Sulatesta che si è tenuta martedì sera a Milano, al circolo Arci Vernissage di via Borsieri (grazie dell&#8217;ospitalità!).</p>
<p>Intanto: c&#8221;erano una quarantina abbondante di persone e si è parlato fino a dopo mezzanotte.</p>
<p>Sono sembrati tutti abbastanza attratti dall&#8217;idea di un progetto “maggioritario”, cioè di un progetto che parta dall&#8217;idea che alcune proposte di diritti civili e sociali siano maggioranza nel Paese e minoranza nella rappresentanza a sinistra, quindi su quelli si possa lavorare per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve sunto, per chi è interessato, della riunione degli aderenti di #Sulatesta che si è tenuta martedì sera a Milano, al circolo Arci Vernissage di via Borsieri (grazie dell&#8217;ospitalità!).</p>
<p>Intanto: c&#8221;erano una quarantina abbondante di persone e si è parlato fino a dopo mezzanotte.</p>
<p>Sono sembrati tutti abbastanza attratti dall&#8217;idea di un progetto “maggioritario”, cioè di un progetto che parta dall&#8217;idea che alcune proposte di diritti civili e sociali siano maggioranza nel Paese e minoranza nella rappresentanza a sinistra, quindi su quelli si possa lavorare per farle diventare “agenda politica” e possibilmente riforme.</p>
<p>In particolare, da tutti o quasi è emerso il desiderio che dal nostro <a href="http://ricominciadate.it/le-nostre-proposte-concrete/">programma</a> emergano cinque-sei idee chiave, cinque proposte a cui per urgenza e/o importanza vada data priorità, in modo da fare battaglie al più presto su queste. In sostanza, si è detto: ok, il programmone l&#8217;abbiamo fatto &#8220;per avere una risposta su tutto&#8221;, ma se vogliamo ottenere cittadinanza politica dobbiamo tirare fuori alcuni punti base e sbatterci per quelli. Siano diritti civili o sociali, o un mix.</p>
<p>In questo senso è  piaciuta l&#8217;idea dell&#8217;adesivo con «IO VOGLIO» per le primarie: tra l&#8217;altro alcuni dei presenti erano elettori o ex iscritti al Pd, e l&#8217;idea di fare pressione per alcuni punto su cui il Pd è timido in giro piaceva.</p>
<p>Tutti ovviamente ci hanno chiesto di sbrigarci, di fare qualcosa, di mettere in piedi iniziative e campagne, di riversare sul territorio e sulla rete battaglie su quei punti che dovrebbero emergere come prioritari, «mettendo alle strette» i candidati sia alle primarie sia alle future elezioni.</p>
<p>E&#8217; emersa anche la necessità che #sulatesta faccia una sua «campagna elettorale» per le elezioni del 2013, andando a stimolare e a “inseguire” gli esponenti del centrosinistra per metterli di fronte alle nostre battaglie: «Cara Bindi, di quanto taglierai i privilegi al Vaticano?», «Caro Renzi, sei per la sanità pubblica o privata?», «Caro Bersani, che ne pensi di mettere una tassa del 75% sull&#8217;aliquota marginale oltre il milione come ha fatto il tuo amico Hollande in Francia?» «Caro Parisi, li vuoi o no gli F35?» e così via.</p>
<p>Un gruppo di ragazzi sui venti-venticinque anni ha portato un bel contributo e ha chiesto che #sulatesta faccia proprie anche battaglie relative allo studio e all&#8217;abitazione (ma anche a una società meno &#8216;feroce&#8217; verso i deboli). Si è quindi parlato della questione generazionale, del fatto che #sulatesta debba essere un gruppo trasversale anche in senso anagrafico, dato che le differenze d&#8217;età, come quelle di genere e tutte le altre, sono una ricchezza creativa e ideativa. </p>
<p>Un&#8217;altra cosa molto importante che è emersa è il desiderio forte di arrivare al più presto a una forma associativa &#8220;formale&#8221; che garantisca la comunicazione e la democrazia interna. </p>
<p>Infine, si è parlato di sanità e di scuola, temi sui quali sappiamo che la nostra bozza di Carta è migliorabile e integrabile: è emersa quindi l&#8217;urgenza aprire le pagine di confronto su questi due temi, perché c&#8217;erano docenti e medici che possono darci il loro approccio costruttivo.</p>
<p>Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, naturalmente! Ora continuiamo on line e con le altre riunioni nelle altre città.</p>
<p><em>(alessandro gilioli)</em></p>
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		<title>Gli investitori esteri che vogliamo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 12:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>generico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vogliamo che vengano incoraggiati e non cacciati i cittadini stranieri che vogliono venire a costruire il loro futuro da noi.</p>
<p>E’ necessario ribaltare uno di paradigmi culturali  oggi tra i più diffusi nella Fortezza Europa: quello dell’immigrazione come problema sociale da limitare e regolare. Finora la sinistra riformista europea e il mondo dell’associazionismo cattolico si sono dovuti impegnare in battaglie faticose e coraggiose contro lo scandalo di una società che si chiude al proprio esterno e che, quando ammette al suo interno persone provenienti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vogliamo che vengano incoraggiati e non cacciati i cittadini stranieri che vogliono venire a costruire il loro futuro da noi.</p>
<p>E’ necessario ribaltare uno di paradigmi culturali  oggi tra i più diffusi nella Fortezza Europa: quello dell’immigrazione come problema sociale da limitare e regolare. Finora la sinistra riformista europea e il mondo dell’associazionismo cattolico si sono dovuti impegnare in battaglie faticose e coraggiose contro lo scandalo di una società che si chiude al proprio esterno e che, quando ammette al suo interno persone provenienti da oltre confine, lo fa  riconoscendo loro diritti  limitati.</p>
<p>Non solo noi vogliamo che le persone che vivono e lavorano in Italia e in Europa abbiano tutte gli stessi diritti, ma diciamo anche che <strong>le persone che hanno scelto di investire sul proprio futuro trasferendosi da noi sono un bene prezioso </strong>e che dobbiamo metterci tutti quanti nelle condizioni perché questo futuro sia migliore del presente.</p>
<p>Vogliamo che  venga prestata particolar attenzione affinchè sia combattuta l’offerta di lavoro illegale agli immigrati. Vogliamo che gli stranieri che vogliono fondare e costruire una piccola impresa trovino tutti gli strumenti e le facilitazioni e il sostegno  necessari per poterlo fare. (E in molti casi, le imprese create dagli immigrati danno lavoro agli italiani! <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/28/news/cnel_immigrati-25708639/" target="_blank">Basta dare un&#8217;occhiata a questi dati</a>)</p>
<p>Lorenzo Fanoli</p>
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		<title>Quanto conteranno le donne nel voto americano?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 10:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>generico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà la battaglia sul voto delle donne a determinare, tra pochigiorni, l&#8217;esito del voto americano? Tutto fa pensare di sì. Ce lo dicono i numeri: le elettrici nel 2008 sono state di più degli elettori (il 60%), dunque il voto femminile potrebbe determinare la vittoria negli stati in bilico e rivelare in quale direzione sta andando la società americana. E ce lo dice la piega che ha preso il dibattito pubblico nella campagna presidenziale. Secondo uno  studio dell’istituto di ricerca Gallup temi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/08/27/womens-vote-2012-election_n_1832825.html">la battaglia sul voto delle donne</a> a determinare, tra pochigiorni, l&#8217;esito del voto americano? Tutto fa pensare di sì. Ce lo dicono i numeri: le elettrici nel 2008 sono state di più degli elettori (il 60%), dunque il voto femminile potrebbe determinare la vittoria negli stati in bilico e rivelare in quale direzione sta andando la società americana. E ce lo dice la piega che ha preso il dibattito pubblico nella campagna presidenziale. Secondo uno <a href="http://www.gallup.com/poll/158069/women-swing-states-gender-specific-priorities.aspx"> studio</a> dell’istituto di ricerca Gallup temi tradizionalmente associati alla questione femminile, come l&#8217;aborto e la parità dei diritti, hanno avuto nella campagna elettorale lo stesso posto occupato dall’economia e dalla disoccupazione. E il Washington Post ha creato una <a href="http://www.washingtonpost.com/politics/women-and-the-2012-presidential-campaign/2012/03/08/gIQAGwIgzR_gallery.html">sezione</a>dedicata proprio allo spazio che hanno avuto le questioni di genere nella campagna presidenziale del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questo è successo, è perché il tema femminile non è entrato come “questione” tra le altre, ma è balzato ai primi posti del dibattito.</p>
<p style="text-align: justify;">In sé, questa non è una novità. Già dagli anni &#8217;90 le richieste nate nei movimenti femministi dei &#8217;70 sono diventate agenda politica, e la “liberazione delle donne” è diventato un tema trasversale, tale da definire l’intero impianto dell’offerta politica di un partito rispetto all’altro. Parità di salario, accesso ai ruoli di vertice sia nel settore pubblico sia in quello privato, estensione delle tutele sanitarie per quanto riguarda la cura della famiglia e del proprio corpo: tematiche di genere diventate centrali nel dibattito pubblico, e dunque cruciali nel definire la visione dell&#8217;intera società portata avanti dai due schieramenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, questo successo del movimento delle donne  e dello slogan “il personale è politico”, non ha portato a una rapida crescita o estensione di diritti (che pure ci sono stati, come vedremo) quanto a una rapida crescita della politicizzazione e polarizzazione su questi temi. Basti pensare alla nascita di un forte movimento per la vita (<a href="http://www.prolife.com/">Prolife</a>, <a href="http://www.nrlc.org/">National Right to Life</a>, etc.) contrapposto alla campagna democratica per estendere le tutele sanitarie in materia di aborto e contraccezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso, quindi, che la studentessa e attivista per i diritti delle donne <a href="http://www.politico.com/multimedia/video/2012/08/sandra-fluke-on-paul-ryan-abortion.html">Sandra Fluke</a>, con la sua richiesta di preservare i fondi destinati al rimborso della contraccezione nel sistema sanitario nazionale, sia diventata un “topic” nella campagna presidenziale. Ponendo un&#8217;istanza concreta, che rivela l&#8217;intreccio tra il dibattito sulla libertà di scelta delle donne e quello sul modello di sanità, e dunque sul modello di società che si ha in mente: negli Stati uniti in molti casi le donne non hanno accesso gratuitamente alle pratiche per l’interruzione della gravidanza, quindi estendere la copertura sanitaria per l’aborto così come per la contraccezione è un modo per emancipare le americane da una condizione di marginalità sociale ed economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia i repubblicani sia i democratici sanno che devono misurarsi su questi temi non solo per <a href="http://www.politico.com/news/stories/1012/82910.html">conquistare il voto femminile</a> ma anche per affermare l’idea di società che vogliono costruire e, in qualche modo, la loro versione del “modello americano”.</p>
<p style="text-align: justify;">La strategia del presidente Obama si è concentrata, come già avvenuto nel 2008, sulla conquista di nuovi elettori e sul portare il maggior numero di persone, soprattutto giovani, a votare. E ovviamente questo vale anche per le donne. In <a href="http://www.realclearpolitics.com/video/2012/10/25/obama_web_ad_your_first_time.html">questo spot</a> appare la popolare attrice ventiseienne della serie tv della Hbo “Girls” che parla della sua prima volta e delle scelte consapevoli: il voto, e in questo caso, il voto per Obama. E sono tante le sostenitrici famose del presidente: da Eva Longoria (star di Desperate Housewife) a Sara Jessica Parker (star di Sex and the City). E certo anche in America si cerca di evidenziare quante donne ci siano al comando in ruoli chiave: dal segretario di Stato <a href="http://www.hillaryclinton.com/">Hillary Clinton</a> al Ministro della salute <a href="http://www.hhs.gov/secretary/index.html">Kathleen Sebelius</a>, per restare nella squadra democratica. Figure molto diverse da quella di <a href="http://www.michelebachmann.com/">Michelle Bachmann</a>, o di <a href="http://abcnews.go.com/blogs/politics/2012/10/condoleezza-rice-joins-paul-ryan-on-the-campaign-trail/">Condoleeza Rice</a>, che ha deciso di appoggiare apertamente il vice di Mitt Romney, Paul Ryan. Ma per farsi un’idea di come le donne entrino nel programma di Obama esiste un vero e proprio spot interattivo “<a href="http://www.barackobama.com/life-of-julia">La vita di Giulia</a>” che spiega come le politiche del presidente abbiano migliorato la vita delle donne (dalle più giovani alle più adulte) e come la vittoria di Romney potrebbe peggiorare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">In casa repubblicana esiste invece il sito “<a href="http://womenforromney2012.wordpress.com/">Women for Romney 2012</a>”. Si potrebbe concludere che la battaglia politica presidenziale non fa eccezione al duello sugli stereotipi utilizzati per descrivere i ruoli femminili.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla gaffe di Romney sulla “<a href="http://www.washingtonpost.com/politics/decision2012/binder-full-of-women-comment-spills-onto-campaign-trail/2012/10/18/39bfbab8-1928-11e2-b97b-3ae53cdeaf69_story.html">cartellina piena di donne</a>” (in cui il candidato repubblicano rispondeva così a chi obiettava che il suo staff era costituito da soli uomini) all’uso strumentale in campagna elettorale di temi come lo <a href="http://www.nytimes.com/2012/10/25/us/politics/using-mourdocks-rape-comment-against-romney.html?_r=0">stupro</a> (alcuni esponenti repubblicani, come il miliardario Rupert Murdoch, hanno sentito il bisogno di precisare che l’aborto non dovrebbe essere consentito nemmeno in caso di stupro).</p>
<p style="text-align: justify;">Su questi temi i repubblicani non sembrano aver elaborato una comunicazione che vada oltre il modello della donna anni ’50, tutta casa e famiglia e contraria all’aborto</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure bisogna ammettere che nella politica americana questo livello – che pure è presente, e con grande rilievo mediatico – si inserisce in un contesto in cui sono poi le <em>policy</em> a contare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste, in prima linea c&#8217;è la riforma sanitaria. Dei 15 milioni di nuovi assistiti – persone che dal 2014 avranno una copertura medica di cui erano totalmente sprovviste – circa 7 milioni sono donne: molte giovani studentesse, lavoratrici, mamme single, che accedono a nuovi diritti e nuove tutele. A queste si aggiungono le giovani donne che possono accedere a una migliore copertura sanitaria per sé o per i loro figli, senza dover ricorrere all’assicurazione sanitaria dei loro genitori. Anche l’abolizione della famosa clausola sulle “condizioni pre-esistenti”, che impediva a milioni di americani di accedere alle cure mediche coperte dall’assicurazione sanitaria, ha avuto un grande impatto sulla qualità della vita delle donne. Nel loro caso questa clausola era fortemente discriminatoria. Condizione pre-esistente era, infatti, aver avuto un parto cesareo, avere usufruito di cure mediche per violenza domestica o abusi sessuali, essere incinte al momento della stipula della polizza assicurativa, per citare solo le più eclatanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte di queste istanze sono efficacemente narrate da voci femminili famose, anche nello spot “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XMxtbAP2cyU">You don’t own me</a>” in sostegno alla campagna democratica; e sostenute dalle analisi e dai numeri del <a href="http://www.nwlc.org/">National Women’s Law Center</a>, che analizza tutti i punti cruciali della riforma sanitaria ma anche l’impatto delle leggi sulla vita delle donne, in tema di istruzione, assistenza alle famiglie, tagli alla spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente Obama ha speso molto del suo capitale politico nella battaglia sull’approvazione della riforma sanitaria. Una questione che sarà cruciale anche nel conquistare il voto femminile.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Paola Di Fraia, </em></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><em>articolo pubblicato su <a href="www.inGenere.it" target="_blank">www.inGenere.it</a></em></h6>
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		<title>Quando i movimenti fanno risparmiare tutti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 09:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>generico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Immagine tratta da sciencegate.it</p>
<p>Lo sospettavamo da tempo: scegliendo si sbaglia, a volte, ma si ottengono anche dei gran risultati.</p>
<p>E se si smette di affidare le scelte che riguardano la nostra vita di tutti i giorni ad altri, e si decide di intervenire per dire la propria e magari anche per farla pesare, non solo si sta meglio, ma si fanno risparmiare alla collettività un sacco di soldi. Lo dice la tradizione popolare, che è sempre meglio dire la propria e far valere le proprie ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img title="nuclare" src="http://www.sciencegate.it/physics/images/centrale1.jpg" alt="" width="230" height="154" /><p class="wp-caption-text">Immagine tratta da sciencegate.it</p></div>
<p>Lo sospettavamo da tempo: scegliendo si sbaglia, a volte, ma si ottengono anche dei gran risultati.</p>
<p>E se si smette di affidare le scelte che riguardano la nostra vita di tutti i giorni ad altri, e si decide di intervenire per dire la propria e magari anche per farla pesare, non solo si sta meglio, ma si fanno risparmiare alla collettività un sacco di soldi. Lo dice la tradizione popolare, che è sempre meglio dire la propria e far valere le proprie ragioni. Ma una ricerca di  <em>Altraeconomia</em>, ottima testata che ragiona sull’altro mondo possibile dal punto di vista della sostanza, fuga ogni dubbio.</p>
<p>Le impennate di proteste più o meno popolari che negli ultimi anni si sono levate dai territori del nostro Paese, oltre a evitare disastri ecologici, armamenti demenziali e inutili ed ecomostri, hanno lasciato nelle tasche dello Stato un sacco di risorse che possono essere spese altrove.</p>
<p><a href="http://www.altreconomia.it/tabella_comitati.pdf">Questa tabella già la dice lunga</a>. L’inchiesta di Luca Martinelli, che potete trovare nelle botteghe del commercio equo o visitando il sito di <a href="http://www.masonotarianni.it/bisogna-essere-choosy-scegliendo-si-risparmiano-un-sacco-di-soldi/www.altreconomia.it">Altreconomia</a> lo spiega ancora meglio.</p>
<p>Questo buon lavoro andrà ad integrare quelli che emergeranno dal “concorso” lanciato da <a href="http://ricominciadate.it/uncategorized/dove-si-trovano-i-soldi-per-le-nostre-proposte-un-bando-di-idee-per-la-nuova-economia/">Ricominciadate</a>.</p>
<p>Maso Notarianni</p>
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		<title>Un po&#8217; di conti su Marchionne e la Fiat</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 09:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>generico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Immagine tratta da mitoalfaromeo.net</p>
<p>Un giudice ordina il reintegro degli operai della Fiom ingiustamente licenziati? Marchionne ne licenzia altrettanti. “Per tutti non c’è posto”. Nemmeno nelle miniere inglesi dell’ottocento i padroni si permettevano certe follie.</p>
<p>Io credo che se ci fosse un Governo, in questo Paese, dovrebbe farsi restituire i soldi che la Fiat ha preso negli ultimi decenni. Parlo dei soldi, cash. Non penso al fatto che in italia i treni fanno schifo perché si è scelto per la Fiat di privilegiare il trasporto su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img title="127" src="http://www.mitoalfaromeo.net/gruppofiat/images/127.jpg" alt="" width="300" height="193" /><p class="wp-caption-text">Immagine tratta da mitoalfaromeo.net</p></div>
<p>Un giudice ordina il reintegro degli operai della Fiom ingiustamente licenziati? Marchionne ne licenzia altrettanti. “Per tutti non c’è posto”. Nemmeno nelle miniere inglesi dell’ottocento i padroni si permettevano certe follie.</p>
<p>Io credo che se ci fosse un Governo, in questo Paese, dovrebbe farsi restituire i soldi che la Fiat ha preso negli ultimi decenni. Parlo dei soldi, <em>cash</em>. Non penso al fatto che in italia i treni fanno schifo perché si è scelto per la Fiat di privilegiare il trasporto su gomma, non penso all’indotto, non penso alle agevolazioni. Penso ai soldi. Almeno quelli.  Non ce li hanno? Beh, si faccia un sequestro cautelativo dello stipendio di ‘sto stronzo.</p>
<p>Secondo Marco Cobianchi, che ha ricostruito la storia dei finanziamenti statali alle imprese italiane nel libro Mani Bucate per <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/mani-bucate.php">Chiarelettere</a>, Marchionne da quando ha preso il timone in Fiat ha ottenuto dalo Stato almeno 353 milioni di euro. Dal 27 febbraio 2010 ad oggi. Più di cento milioni all’anno.</p>
<p>Riporto un paio di testi trovati in rete.</p>
<p>La <strong>Cgia di Mestre </strong>ha condotto uno studio sui finanziamenti pubblici ricevuti dalla Fiat nel periodo che va dal 1977 al 2009. In tutti questi anni l’azienda torinese ha intascato 7,6 miliardi di euro! Il periodo d’oro risale agli anni Ottanta. In un periodo storico di profonda ristrutturazione di tutto il settore automobilistico mondiale, il Lingotto ha incassato dal nostro Stato una cifra pari a 5,1 mld di euro. Gli anni Novanta sono stati quelli degli investimenti e delle ristrutturazioni: 1,279 miliardi di euro per la costruzione degli impianti di Melfi e Pratola Serra e 272,7 milioni di euro per la ristrutturazione degli impianti di Melfi e Foggia nel periodo compreso tra il 1997 e il 2003.</p>
<p>Lo Stato italiano si è fatto carico degli <strong>incentivi alla rottamazione</strong> sborsando ben 465 milioni di euro. Ha inoltre sganciato 1,15 mld di euro per l’erogazione degli ammortizzatori sociali nel periodo tra il 1991 e il 2002, anche se come ha sottolineato il segretario degli artigiani e dei piccoli imprenditori della Cgia di Mestre<strong>Giuseppe Bortolussi</strong> in questo caso la spesa è stata sostenuta anche dalla Fiat e dai suoi lavoratori. Per oltre 70 anni il colosso industriale della famiglia Agnelli è stato l’unico fornitore di automezzi alla Pubblica Amministrazione: dalle Forze Armate fino all’ultimo comune del nostro Paese.</p>
<p>Ma gli aiuti pubblici al Lingotto sono stati concessi anche in questi ultimi anni visto che diversi progetti di ricerca e sviluppo dell’azienda torinese sono stati finanziati dal Piano Operativo Nazionale (Pon) “Ricerca e competitività” mediante fondi in parte europei, in parte nazionali. Non bisogna dimenticare che nel maggio 2011 il <strong>Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica</strong> (Cipe) ha approvato tre contratti di programma a favore di tre società della galassia Fiat per una cifra che supera i 50 milioni di euro: 22,5 milioni alla Fiat Powertrain di Verrone (Biella), 18,7 all’Iveco di Foggia e 11,2 milioni alla Sevel di Chieti.  <em> (Fonte<a href="http://www.politica24.it/articolo/tutti-i-soldi-che-l-italia-ha-dato-alla-fiat-negli-ultimi-30-anni-e-ora-marchionne-delocalizza/24727/">Politica 24</a>)</em></p>
<p>Facciamo un breve quiz. Sapete a quanto ammonta il totale dei finanziamenti statali elargiti nel corso degli anni e dei governi alla Fiat? La risposta esatta è: oltre 200 mila miliardi di lire. La domanda potrebbe essere girata a qualche concorrente di “Chi vuol essere milionario?”: anche se qua, di milionario, ce n’è uno solo, ed è l’azienda più assistita dallo Stato che esista al mondo.La stima sopra citata, e che più precisamente si aggira sui 220 mila miliardi, comprende varie voci, dai contributi statali alle rottamazioni prodiane, dalla cassa integrazione per i dipendenti ai prepensionamenti, e ancora dalla mobilità lunga agli stabilimenti costruiti con i soldi pubblici (come quello di Melfi) o, di fatto, regalati dallo Stato (l’Alfa Romeo di Arese). Il periodo nel quale è stata spalmata l’ingente cifra è compreso tra oggi e il 1975, anno in cui la creatura degli Agnelli faceva registrare altri, più gloriosi record. Ad esempio lo stabilimento Mirafiori di Torino, con i suoi 50 mila operai, era allora il più grande del mondo e sfornava auto che avrebbero riempito le strade della Penisola (una su tutte, la “127”).</p>
<p>A fronte di tali chiamiamoli “investimenti”, ci si aspetterebbe che la Fiat fosse diventata padrona del mercato automobilistico mondiale, o quasi. La realtà, impietosa, disegna tutt’altro quadro.</p>
<p>La misura e la varietà degli aiuti di Stato elargiti alla principale azienda automobilistica del Paese sono stati ben riassunti dal giornalista Massimo Mucchetti nel libro Licenziare i padroni? (Feltrinelli). «Nell’ultimo decennio – scrive Mucchetti – il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente. L’aiuto più cospicuo, pari a 6.059 miliardi di lire, deriva dai contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia in base al contratto di programma stipulato con il governo nel 1988». Soldi a palate, dunque. Ma quello fu solo l’inizio.</p>
<p>Solo negli anni Novanta dunque lo Stato ha dato al Gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire, ricavandone circa 6.500 di imposte. La conclusione di Mucchetti è impietosa: «È curioso che i due terzi dei mezzi freschi immessi nella Fiat negli ultimi dieci anni provenga dallo Stato. E allora forse, tenuto conto che i risultati poco brillanti dell’azienda stanno inducendo i suoi padroni nella tentazione di liberarsene, ci si dovrà pur chiedere se ne valeva la pena».Quest’altro è invece un documento della CGIA di Mestre:</p>
<p>dal 2006 al 2008 :Secondo gli artigiani mestrini, dalla lettura del Bilancio di sostenibilità del Gruppo della casa torinese, i contributi e i finanziamenti agevolati ricevuti nel periodo considerato ammontano complessivamente a 270 milioni di euro.</p>
<p>“Se consideriamo che stiamo parlando del principale gruppo industriale italiano – commenta il segretario Giuseppe Bortolussi – questi 270 milioni di Euro sono un importo tutto sommato abbastanza contenuto. Una cosa però è certa: sicuramente non possono lamentarsi del trattamento economico ricevuto quando c’era la lira”.</p>
<p>Sulla questione incentivi si o incentivi no, la Cgia sottolinea come la rottamazione al settore dell’auto abbia creato moltissimi problemi occupazionali agli autoriparatori artigiani. <em>(Fonte <a href="http://www.uilmpotenza.it/Finanziamenti_statali_FIAT.htm">Uilm Potenza)</a></em></p>
<p>Maso Notarianni, <a href="http://www.masonotarianni.it" target="_blank">qui il suo blog</a></p>
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		<title>L&#8217;asset sbagliato della stronzaggine</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 09:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pgrandicelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Alessnadro Gilioli per Piovono rane:</p>
<p>Non ci vuole un genio per capire che la rappresaglia di Marchionne ha poco o nulla a che vedere con il costo, per l&#8217;azienda, di 19 operai a Pomigliano: è semplicemente uno dei tanti atti di guerra in quella &#8216;lotta di classe dall&#8217;alto verso il basso&#8217; in corso da una trentina d&#8217;anni e ben spiegata da Luciano Gallino nel suo ultimo libro.</p>
<p>Fa un po&#8217; specie che nello stesso giorno in cui giocava a Risiko contro i suoi dipendenti, Marchionne abbia visto bocciare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alessnadro Gilioli per <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/01/lasset-sbagliato/">Piovono rane</a>:</strong></p>
<p>Non ci vuole un genio per capire che la rappresaglia di Marchionne ha poco o nulla a che vedere con il costo, per l&#8217;azienda, di 19 operai a Pomigliano: è semplicemente uno dei tanti atti di guerra in quella &#8216;lotta di classe dall&#8217;alto verso il basso&#8217; in corso da una trentina d&#8217;anni e ben spiegata da Luciano Gallino nel suo ultimo libro.</p>
<p>Fa un po&#8217; specie che nello stesso giorno in cui giocava a Risiko contro i suoi dipendenti, Marchionne abbia visto bocciare dalla Borsa il suo ennesimo piano industriale, con il titolo Fiat sceso di oltre quattro punti: segno che anche i mitici mercati, pur miopi per natura, iniziano a vedere che non basta far la faccia feroce per nascondere le magagne imprenditoriali e la pochezza creativa.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, è patrimonio ormai diffuso &#8211; dal New Deal in poi &#8211; la consapevolezza che non si è mai usciti da una crisi economica attraverso la lotta di classe: al contrario, solo una spinta verso la coesione sociale permette a una comunità di farsi forza e di migliorare la propria condizione collettiva. E perfino i guru bocconiani dell&#8217;efficientismo <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/-marchionne-modello-sbagliato/2143179">hanno capito </a>che in azienda si ottengono i migliori risultati attraverso prassi rispettose &#8211; e non mostrando ogni giorno i muscoli.</p>
<p>Quando gli imprenditori (e i ministri) si renderanno conto che nel 2012 essere stronzi non è un asset ma una debolezza, avremo fatto un passo avanti per uscire dalla crisi: quella economica, ma anche quella etica e umana.</p>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 21:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pgrandicelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal blog di Alessandro Longo.</p>
<p>Ubs a Londra licenzia 100 persone senza nemmeno avvisarle. Scarti del capitale.

In questi giorni sto leggendo La società individualizzata, del sociologo Bauman. Inquadra questi fenomeni nel tipicamente post moderno arbitrio di un capitale che non si sente più obbligato ad avere cura dei lavoratori. A differenza di quanto avveniva fino agli anni ’70. Il capitale è mobile, sovranazionale, non si cura di chi resta. E se gli lasciamo fare, saremo tutti come quei dipendenti di Ubs, a Londra come a Roma: ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://www.alongo.it/?p=1410">blog</a> di Alessandro Longo.</p>
<p><strong>Ubs a Londra licenzia 100 persone senza nemmeno avvisarle. Scarti del capitale.<br />
</strong><br />
In questi giorni sto leggendo La società individualizzata, del sociologo Bauman. Inquadra questi fenomeni nel tipicamente post moderno arbitrio di un capitale che non si sente più obbligato ad avere cura dei lavoratori. A differenza di quanto avveniva fino agli anni ’70. Il capitale è mobile, sovranazionale, non si cura di chi resta. E se gli lasciamo fare, saremo tutti come quei dipendenti di Ubs, a Londra come a Roma: scarti senza diritti, “nuda vita” diceva qualcuno. A lasciar fare al neo capitalismo, si sa che succederà: i poveri aumenteranno fino a diventare la quasi totalità della popolazione. Il pianeta genererà sempre più uragani Sandy, perché il riscaldamento globale è pure figlio delle regole cieche del profitto.</p>
<p>In questa fase economica non dobbiamo vergognarci di essere massimalisti. Di rifiutare le regole base di un capitale che si avvolge su se stesso schiacciando tutto. Di rigettare i montiani assiomi della finanza.</p>
<p>Per impedirlo, bisogna essere massimalisti perché con un pensiero debole vince chi sta già vincendo: il profitto con le sue regole disumane. Per questo motivo appoggio l’idea di un movimento che rimetta l’etica al centro della politica, riempiendo di nuovo le piazze (fisiche e non) di persone che vogliono cambiare le cose. In bocca al lupo, Su la testa!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancora Sicilia: una vecchia politica scade e la nuova non nasce ancora</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 18:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>generico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le elezioni siciliane sono finite come sanno tutti e un commento si impone a prescindere dal o dai vincitori. Per chi ha a cuore le sorti della democrazia è importante, anzi, è essenziale riflettere molto sulla percentuale di votanti. Meno della metà degli elettori hanno esercitato il loro diritto di scelta rinunciando a dire col voto chi deve essere investito dei poteri che la democrazia da’ a chi viene eletto. Tra quelli che non hanno votato quasi tutti non hanno alcun potere e rinunciano pure ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni siciliane sono finite come sanno tutti e un commento si impone a prescindere dal o dai vincitori. Per chi ha a cuore le sorti della democrazia è importante, anzi, è essenziale riflettere molto sulla percentuale di votanti. Meno della metà degli elettori hanno esercitato il loro diritto di scelta rinunciando a dire col voto chi deve essere investito dei poteri che la democrazia da’ a chi viene eletto. Tra quelli che non hanno votato quasi tutti non hanno alcun potere e rinunciano pure alla possibilità di scegliere chi dovrà esercitarlo in nome di tutti.</p>
<p>Un Presidente eletto da nemmeno il 15% degli elettori ha una legittimazione formale, ma quella vera se la deve conquistare a meno che non voglia dominare i cittadini trattandoli da sudditi.</p>
<p>La resistenza al cambiamento è forte e riflette quella diffusa nella società. I partiti che si sono presentati al voto, con la sola esclusione del M5S e, forse, di quelli che si collocano a sinistra del Pd, hanno dato la vecchia immagine di una politica come affare che riguarda chi di politica ci vive. Ecco quindi la concentrazione sulle formule e l’alchimia delle alleanze che non dicono più nulla alla maggioranza dei cittadini, ma che significano molto per chi ha di mira la sua carriera e, perché no, i suoi affari.</p>
<p>Ciò che i cittadini avvertono è che i loro problemi troppe volte sono stati un pretesto per la competizione fra i partiti, non il fine cui tendono quelli che si presentano come professionisti della politica. Anche la rabbia e l’insoddisfazione che stanno alla base dell’astensionismo hanno un ruolo essenziale perché sono il serbatoio a cui tanti politici attingono per sminuire le proprie responsabilità e per promettere le grandi trasformazioni che non si realizzano mai. È lo stesso meccanismo degli aiuti allo sviluppo del Mezzogiorno che sono la rendita di posizione di cui godono classi dirigenti assolutamente screditate in cerca di una legittimazione per spartirsi le risorse pubbliche  e per pompare sempre nuovi fondi dallo Stato e dall’Europa.</p>
<p>I cittadini, però, non sono angeli, sono anche corresponsabili delle degenerazioni e delle deformazioni della politica e della democrazia perché stanno nello stesso brodo di coltura che produce i politici ladri, mafiosi e corrotti. Quindi devono crescere, fare lo sforzo di assumere un punto di vista che metta al centro l’interesse della collettività e la legalità, accettare il ruolo dello Stato e dar forza a nuove formazioni politiche che esprimano la costruzione di una nuova classe dirigente. Non devono più farsi prendere in giro da gente che ha stradimostrato di non avere a cuore la soluzione dei problemi, ma non devono nemmeno sentirsi vittime innocenti pronte per essere convinte a suon di promesse indecenti o di inammissibili favori. I cittadini devono capire che i loro problemi si risolvono dentro un sistema di regole che poggia su finalità selezionate e definite con la politica che non è il feudo di Tizio o Sempronio, ma un processo collettivo di partecipazione democratica. Perché o è così o è lo sfascio.</p>
<p>Per questo ben venga anche l’affermazione del M5S, ma, meglio ancora, ben vengano nuovi movimenti in grado di riportare i cittadini alla politica e, quindi, anche alle urne. Movimenti di partecipazione civica perché è da questa dimensione che inizia la politica, ma movimenti dotati di una bussola con la quale orientarsi fatta di valori e criteri di giudizio del mondo e delle relazioni fra le persone.</p>
<p>Quali? Tanto per avere un’idea si potrebbe rileggere la prima parte della Costituzione. Già quello è un buon punto di partenza.</p>
<p>Claudio Lombardi</p>
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